Benzina/diesel, un nuovo governo e nuove opportunità per le imprese

Publié le 9 Dicembre 2025 par Pistonelle Vectalia : date de mise à jour de l'article 9 Dicembre 2025

Per il 2018 è previsto un aumento di circa il 10% del prezzo del gasolio, per allinearlo a quello della benzina. Questo aumento equivale a 7 centesimi di euro al litro.


Ma non è tutto: anche la benzina sarà interessata, con un aumento pari a 4 centesimi di euro al litro. Le accise saranno quindi aumentate per entrambi i carburanti, con l’aumento per il gasolio leggermente anticipato, sempre con l’obiettivo di allineare i due sistemi fiscali.

Per le imprese, il recupero dell’IVA sulla benzina sarà graduale nell’arco di 5 anni. Ciò consentirà loro di recuperare circa il 20% nel 2018 e un ulteriore 20% ogni anno successivo. I veicoli commerciali leggeri potranno recuperare il 100% dell’IVA sulla benzina a partire dal 2018. Un allineamento quinquennale dei sistemi fiscali e una detrazione IVA graduale sulla benzina per le imprese.

Si tratta di una misura richiesta da anni dall’Osservatorio dei Veicoli d’Impresa e da molti professionisti del settore automobilistico. Fino ad ora, l’IVA sul carburante era detraibile solo sul gasolio. A partire dal 2018, l’aliquota di detrazione IVA sulla benzina aumenterà gradualmente per i veicoli commerciali, anno dopo anno, per allinearsi al regime del superetanolo E85 e del gasolio.Queste misure di detrazione IVA si applicano anche ai veicoli in leasing da un’azienda. Per i veicoli alimentati a gas naturale, GPL o elettricità, l’IVA sarà detraibile al 100%, indipendentemente dal tipo di veicolo.

In Francia, il gasolio è il carburante più utilizzato, quindi questo rappresenta un cambiamento importante, offrendo alle aziende un vantaggio fiscale sulla benzina. Finora, infatti, le aziende hanno costruito le proprie flotte di veicoli basandosi sul trattamento fiscale riservato al gasolio.
Questa misura è entrata in vigore nel 2017 con una riduzione del 10% e si prevede che raggiungerà l’80% nel 2021 per le autovetture e il 100% per i veicoli commerciali leggeri.

Questa transizione graduale mira a consentire ai professionisti del settore automobilistico di adattarsi a queste nuove riforme senza subire un impatto significativo. L’obiettivo è anche quello di eliminare la disparità tra i due carburanti e consentire alle aziende di scegliere modelli a benzina se desiderano rinnovare il proprio parco veicoli.

La questione è anche ambientale e i produttori devono raggiungere nuovi obiettivi per il 2020 sviluppando modelli di veicoli che non superino i 95 g di CO2/km. L’obiettivo è che tutti i nuovi veicoli rispettino questo limite entro il 2021. In caso di mancato rispetto, saranno comminate multe molto salate per il superamento di questo valore.

Rappresentanza delle flotte aziendali.

Da diversi anni, i veicoli diesel sono presi di mira da autorità pubbliche, organizzazioni ambientaliste e dal pubblico in generale.

Finora, il diesel ha beneficiato di un regime fiscale estremamente vantaggioso, che includeva detrazioni IVA sul carburante, l’indicizzazione della tassa di circolazione aziendale (TVS) alle emissioni di CO2 e un sistema bonus-malus vantaggioso. Oltre a tutti questi vantaggi, soddisfa perfettamente le esigenze delle aziende in termini di capacità di percorrere lunghe distanze ogni anno e di efficienza nella movimentazione di carichi pesanti, mantenendo inalterata la potenza. D’ora in poi, sarà trattato allo stesso modo dei veicoli a benzina in termini di tassazione, il che dovrebbe incoraggiare le aziende a passare a veicoli che emettono meno anidride carbonica, siano essi a benzina, ibridi o modelli diesel più recenti che soddisfano i nuovi standard.

Da diversi anni, il governo prende di mira soprattutto i veicoli diesel più datati. Grazie a una serie di misure attentamente ponderate e adeguate, dal 2012 si è osservato un graduale calo degli acquisti di questo tipo di veicoli, a favore di veicoli più recenti per il rinnovo delle flotte aziendali.

Attualmente, i veicoli a benzina vengono sempre più scelti dalle aziende che percorrono meno di 20.000 km all’anno, in particolare a seguito dell’evoluzione delle norme europee sulle emissioni inquinanti e dell’introduzione della norma Euro 6, che impone alle case automobilistiche di offrire nuovi motori a benzina. Anche le restrizioni sui veicoli diesel in alcune grandi città giocano un ruolo importante.

Di conseguenza, nel solo 2016 si è registrato un aumento di circa il 30% negli acquisti di auto a benzina da parte delle aziende, grazie a meccanismi come il
leasing di auto aziendali.

Pistonelle Vectalia
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