Il mercato automobilistico nel 2019

Publié le 9 Dicembre 2025 par Pistonelle Vectalia : date de mise à jour de l'article 9 Dicembre 2025

Nonostante lo sviluppo dei trasporti pubblici come treni e autobus, le auto rimangono molto popolari tra i privati. Questo spiega il notevole aumento nel settore. Tuttavia, alcuni paesi e marchi sono riusciti a distinguersi e ad attrarre più clienti di altri. L’evoluzione delle nuove tecnologie, le preoccupazioni ambientali e il crescente numero di automobilisti sono tutti fattori che contribuiscono a questo aumento delle vendite. Diamo un’occhiata alle caratteristiche del mercato automobilistico quest’anno e nei prossimi periodi. La situazione del mercato automobilistico in

Francia nei primi 5 mesi A maggio 2019 si è osservato un leggero aumento

delle vendite di auto. Infatti, il Comitato dei Costruttori Francesi di Automobili (CCFA) ha riferito che il numero di immatricolazioni è aumentato dell’1,17% rispetto a maggio 2018. Tuttavia, la situazione è cambiata a giugno 2019, con un calo dell’8,4% rispetto a giugno 2018. Questo calo è ancora più evidente se si considera il leggero aumento registrato dal mercato automobilistico francese nei due mesi precedenti. Il mercato è stato piuttosto dinamico durante il primo semestre dell’anno. In effetti, durante il primo trimestre, il gruppo automobilistico francese PSA ha dovuto affrontare alcune difficoltà, sia in termini di vendite che di fatturato. In Europa, il gruppo ha registrato una buona redditività, ma a livello globale la situazione è stata diversa. La sospensione delle attività in Iran e gli ostacoli nel mercato cinese sono stati tra le cause di questa difficoltà internazionale. Marchi di successo Sebbene Cina e India abbianotrovato il loro posto nel mercato automobilistico globale,i marchi francesi non sono da meno. A questo proposito, Citroën e Peugeot sono tra i veicoli più popolari in Francia. Questo vale anche per unaPeugeot 308 usata

Che rimane un’ottima opportunità per gli acquirenti. Infatti,

Citroën e Peugeot sono state le grandi protagoniste nella prima metà dell’anno, con incrementi rispettivamente del 23,1% e del 5,32%. Per quanto riguarda i marchi stranieri, la tedesca Volkswagen e la giapponese Toyota riscuotono successo in Francia. Sebbene i produttori stranieri siano attraenti per i francesi, i produttori locali coprono ancora una quota di mercato significativa, con il 59% delle vendite. E i prossimi anni? Recentemente, il Consiglio Nazionale delle Professioni Automobilistiche (CNPA) ha condotto un'”Analisi Prospettica sul Mercato dei Ricambi Automobilistici”. Secondo questa analisi, si prevede una crescita del 2,6% entro il 2025, raggiungendo i 33,6 milioni di unità. Si prevede un aumento dei veicoli a benzina, mentre le auto diesel saranno in calo. Le esigenze ambientali, unite a una generale maggiore consapevolezza, porteranno a un aumento dei veicoli ibridi ed elettrici, che rappresenteranno rispettivamente il 7% e il 3% del parco circolante totale. Tuttavia, si prevede anche un aumento dell’1,6% dei chilometri percorsi, raggiungendo i 13.500 km. Per quanto riguarda le auto connesse, gli utenti nutrono ancora alcune preoccupazioni, in particolare riguardo alla delega del trattamento dei dati a terzi.

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  • Bea Paolo Trebbiano Spoletino 'Arboreus' Paolo Bea 2019
    L’Arboreus di Paolo Bea è un vino bianco, macerato come si dice adesso, ma in realtà rispondente a vecchie tradizioni che fortunatamente non si sono perse dietro ad omologazioni di mercato. Un vino senza zavorre e che parla in maniera melodica all’anima del suo degustatore. Le viti di Trebbiano Spoletino hanno un’età di 40 anni e sono site ad un’altezza di 200 metri sopra il livello del mare. Da sottolineare che i vigneti sono ancora alternati ad ulivi, come i sistemi multipli di antiche tradizioni. La conduzione tra i filari è in biologico, ma forse è riduttivo per una cantina come questa, poiché va ben oltre quanto stabilito dalla normativa europea. Ricerca solo l’interazione tra stagioni e territorio, nessuna altra invasione. La vendemmia manuale viene svolta in modo rispettoso e fa si che in cantina arrivino solo i frutti migliori. Le fasi di vinificazioni sono semplici: fermentazione spontanea in tini di acciaio, nessuna solforosa aggiunta, macerazione sulle bucce per oltre 20 giorni. L’affinamento del vino si svolge per un periodo di 24 mesi in tini di acciaio, di sui oltre 200 giorni sulle fecce fini. Lo stesso Gianpiero, per ogni annata, riporta i dati riguardanti la vendemmia e la vinificazione in etichetta. Divulgativo! L’Arboreus colora il bicchiere di un bellissimo giallo ambrato. Lussureggiante. Vibrante già all’olfatto, con sensazioni che ricordano la frutta molto matura, come l'albicocca, la buccia d’arancia, le spezie, fiori secchi e il miele, il tutto su un rettilineo minerale. Al palato è avvolgente, grazie alla lunga macerazione sulle bucce, potente, sapido, fresco e intenso. È sempre bello avere a che fare con vini come questo. Ogni anno mai uguali a se stessi e scorrono, come le pagine di un libro, narrando una storia: quella del territorio di provenienza. L’Arboreus è un vino unico, che dimostra quanto perdersi possa portare a traguardi più soddisfacenti rispetto a quelli che si vedono già ad inizio cammino o attraverso una guida. L’unico domino di questo vino è la natura.
  • Torgiano 'La Cupa' Fattoria Mani di Luna 2019
    Il Rosso di Torgiano ‘La Cupa’ rappresenta l’etichetta di punta della piccola cantina umbra Fattoria Mani di Luna. Questa realtà produttiva artigianale nasce nel 2012 caratterizzandosi fin da subito per la volontà di produrre vini nel modo più naturale possibile, con riguardo per il terreno, le piante e l’ambiente in generale, offrendo espressioni territoriali pure e autentiche. Spontanea conseguenza è l’orientamento verso la visione olistica biodinamica, assecondando i ritmi cosmici e l’energia dell’Universo. Con questo approccio nasce ‘La Cupa’, un’espressione ancestrale del Sangiovese di Torgiano, lontana da invasive sofisticazioni di cantina.Fattoria Mani di Luna ‘La Cupa’ Rosso di Torgiano è un Sangiovese in purezza, allevato su terreni ricchi di arenarie e marne da antichi sedimenti lacustri e fluviali, con presenza di sabbie, elevate percentuali di calcare e ricchezza di minerali, in particolare calcareniti e quarzi. I vigneti sono localizzati tra i 200 e i 300 metri di altitudine e sono condotti a regime biologico e biodinamico, con rese per ettaro bassissime. A seguito della vendemmia manuale, i grappoli sono diraspati a mano e quindi pigiati con i piedi, con parziale macerazione carbonica. La fermentazione alcolica, condotta dai soli lieviti indigeni, ha luogo in piccole botti ovali di cemento e in parte in anfora, con 18-30 giorni di macerazione sulle bucce. La massa è quindi trasferita prima in anfore per l'affinamento, poi in tonneau i rovere austriaco Stockinger per 12 mesi, cui segue un ulteriore anno di maturazione in cemento. e infine una sosta in bottiglia per 12 mesi, per oltre tre anni di maturazione totale.Nel calice, ‘La Cupa’ Rosso di Torgiano Fattoria Mani di Luna esprime un intenso colore rosso rubino. L’ampio bouquet evoca note di polpa di frutta rossa matura, piccoli frutti di bosco, prugne, fiori selvatici appassiti, rabarbaro, tabacco da pipa e delicati sentori eterei. Corposo, tannico e strutturato al palato, di notevole eleganza e buona freschezza. Una bottiglia allo stesso tempo potente e raffinata, di esemplare tipicità.
  • Serafino Enrico Alta Langa Pas Dosé Riserva 'Zero' Enrico Serafino 2019
    “Zero”, l’Alta Langa della cantina Enrico Serafino, è certamente un nome da ricordare nel panorama degli Alta Langa Docg. Questa denominazione, riconosciuta nel 2010, nasce dall’esigenza culturale di rivalorizzare le aree vocate alla coltivazione dei vitigni di Pinot Nero e Chardonnay. Imponendo dei requisiti di qualità molto elevati, la docg Alta Langa diviene presto un riferimento nel mondo delle bollicine made in Italy. La cantina è una realtà storica presente da fine Ottocento che, oltre a produrre i vini classici di Roero e Langhe, si è lanciata negli ultimi anni anche sugli spumanti, con grande passione e risultati assolutamente rimarchevoli. Alta Langa “Zero” Serafino è prodotto in gran parte da uve Pinot Nero, con una più bassa percentuale di uve Chardonnay. Queste provengono da tre diversi vigneti, dislocati tra i 400 e i 550 metri sul livello del mare su terreni di calcare e argilla. Dopo la vendemmia e la selezione, le uve subiscono una pressatura soffice, e la fermentazione avviene a temperatura controllata in vasche di acciaio. A seguito della seconda fermentazione in bottiglia, passano poi 60 mesi di riposo in bottiglia a contatto coi lieviti e non viene aggiunto liqueur d’expedition, ma solo il vino di partenza. “Zero” di Enrico Serafino è uno spumante metodo classico dal colore giallo paglierino vivace e brillante, con un perlage fine e persistente, incredibilmente morbido. I sentori olfattivi abbracciano un’ampia gamma, da quelli floreali di tiglio a quelli fruttati di polpa bianca matura, passando per le note dolci del miele fino a giungere a quelle fragranti di crosta di pane. Nonostante la cantina Enrico Serafino appartenga al marchio Campari da circa dieci anni, basta visitare la sede di Canale per capire che questa azienda ha una storia antica. L’Alta Langa Zero è un brut dalla struttura piacevole, con i toni dolci e morbidi, equilibrati da buona acidità. Per una volta anche lo “zero” ha un grande valore!
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